




| Teca |
Teca spade |
|---|---|
| Collocazione | Museo del fiume Bacchiglione, Castello di S. Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce (PD), sala XXX, vetrina XXX |
| Data | XIII-XII secolo a.C. (età del Bronzo Recente) |
| Materiale | Bronzo |
| Misure | Lunghezza 63,5 cm - Larghezza 5,1 cm |
Questa spada in bronzo appartiene al tipo Cetona ed è databile tra il XIII e il XII secolo a.C., nel periodo del Bronzo Recente. Proviene dal territorio di Cervarese Santa Croce ed è stata rinvenuta nel luglio del 1971 lungo il corso del fiume Bacchiglione, nel tratto compreso tra Cervarese e Padova. Oggi è conservata presso il Museo del fiume Bacchiglione, nel Castello di San Martino della Vaneza.
L’arma si distingue per la presenza della cosiddetta lingua da presa, una parte metallica integrata che costituiva l’anima dell’impugnatura. Su questa lingua sono visibili una serie di fori, così come sulle spalle della lama, destinati al fissaggio delle “guance” dell’impugnatura, realizzate in materiale deperibile, probabilmente legno o osso. I margini della lingua da presa sono rialzati e seguono un profilo sinuoso, mentre le estremità terminali si espandono verso l’esterno; lungo la lingua sono presenti quattro fori allineati.
La lingua da presa si raccorda direttamente alle spalle della lama, senza la strozzatura tipica di altri tipi di spada. Le spalle sono spioventi, con un andamento leggermente arcuato, e presentano due fori per lato. Alla base della lama si osserva un ingrossamento di forma ogivale, mentre la lama vera e propria ha margini paralleli ed è caratterizzata da due gradini, uno per ciascun lato, che delimitano la costolatura centrale, a sezione lenticolare. Questa conformazione garantiva un buon equilibrio tra robustezza e maneggevolezza, rendendo l’arma efficace sia nel colpo di punta sia in quello di taglio.
Il tipo Cetona è molto simile ad altre tipologie diffuse nell’Italia centro-settentrionale, come le spade di tipo Montegiorgio e Treviso. Il nome deriva dal luogo del primo ritrovamento, l’Antro della Noce a Cetona, una grotta nella quale furono rinvenuti i primi tre esemplari nel 1930. I confronti con spade dell’area egea e dell’Europa centrale e orientale indicano una diffusione su un territorio molto ampio.
Questo dato conferma, ancora una volta, l’intensa mobilità di persone, oggetti e idee che caratterizzò l’età del Bronzo. La spada tipo Cetona non è soltanto un’arma, ma una testimonianza concreta delle reti di contatto e di scambio che collegavano comunità anche molto distanti tra loro, e del ruolo centrale che i corsi d’acqua, come il Bacchiglione, svolgevano in queste dinamiche.
BIANCHIN CITTON E., MALNATI L. 2001, Reperti bronzei protostorici dai fiumi veneti, in Cresci Marrone G., Tirelli M. (a cura di), Orizzonti del sacro. Culto e santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale, Atti del Convegno (Venezia 1999), Roma, pp. 201-202.
ZAMPIERI G. 1994, Il Museo Archeologico di Padova, Milano, fig. 41a, p. 28.
Padova Preromana 1976, Catalogo della Mostra, Padova, tav. 27,123.
Il tipo, molto simile alle spade tipo Montegiorgio e Treviso, prende il nome dalla grotta (l’Antro della Noce a Cetona) nella quale furono rinvenuti i primi tre esemplari nel 1930. La sua corrispondenza con tipi egei ed europei centrali e orientali conferma la sua distribuzione in un ambito territoriale molto ampio che denota, ancora una volta, la vasta e complessa mobilità delle persone durante l’età del Bronzo.
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