




Il sistema dei corsi d’acqua che ha modellato il territorio padovano e influenzato insediamenti, difese e attività
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Tra le più antiche rappresentazioni dell’idrografia padovana si conserva una grande carta territoriale del XV secolo, disegnata su supporto pergamenaceo e custodita presso la Biblioteca Civica di Padova. L’opera è stata attribuita alla mano o alla bottega del pittore padovano Francesco Squarcione, sebbene l’assenza di una firma e la storia in parte oscura del manufatto non consentano una paternità definitiva. Nonostante ciò, la carta costituisce un documento cartografico di straordinaria importanza, capace di restituire un’immagine dettagliata e coerente dell’assetto difensivo e idraulico del territorio.
La mappa raffigura con precisione mura, torri, porte e ponti della città, insieme alla fitta rete di centri fortificati disseminati anche oltre i tradizionali confini geografici. Città murate, castelli, torri e bastie sono rappresentati secondo tipologie riconoscibili, mentre lungo le cortine difensive e in corrispondenza dei villaggi compare il complesso sistema idrografico che strutturava la vita economica e militare della regione.
Particolare attenzione è riservata al corso del Bacchiglione, raffigurato con il suo alveo principale e con le numerose diramazioni a monte e attorno ai Colli Euganei. È evidenziato il canale Padova–Monselice con l’intreccio di acque a sud di Battaglia, così come i collegamenti con il Brenta attraverso i canali Brentella e Piovego.
Il nodo idraulico di Padova appare come un reticolo articolato interno ed esterno alle mura, segnato da un ampio laccio nella zona settentrionale, probabilmente riconducibile all’ultimo tratto della Storta, recisa nel 1314 con lo scavo del canale Brentella. La carta non è soltanto una descrizione geografica, ma un vero strumento politico-militare: rientra in quella produzione cartografica del pieno Quattrocento legata alla necessità del potere veneziano di conoscere con esattezza il sistema difensivo della Terraferma.
A conferma di questa funzione operativa compaiono l’elenco delle distanze tra il capoluogo e le località periferiche e la spettacolare miniatura della capitale lagunare, Venezia, immersa nello specchio d’acqua in cui confluiscono numerosi fiumi. L’orientamento del nord a destra, anziché in alto, contribuisce a rendere ancora più suggestiva la visione della laguna e del sistema fluviale che vi converge.
Venezia, disegnata nel margine inferiore con proporzioni maggiori rispetto a Padova, sembra galleggiare in un grande catino acqueo che occupa l’intero foglio pergamenaceo. L’immagine restituisce la percezione di un territorio governato da un delicato equilibrio idraulico, attraversato da una rete fittissima di corsi d’acqua che rappresentavano al tempo stesso risorsa vitale, infrastruttura di trasporto e elemento strategico di difesa.
E scopri la collezione archeologica del fiume Bacchiglione
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