Statuetta votiva in terracotta

N. inventario: IG 32374

Statuetta votiva di orante velata in terracotta con arti divaricati.

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Teca Teca spada rituale
CollocazioneMuseo del fiume Bacchiglione, Castello di S. Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce (PD), sala XXX, vetrina XXX
DataV-IV secolo a.C. (seconda età del Ferro)
MaterialeImpasto depurato
MisureAltezza 6,5 cm

Figura umana stilizzata in posizione frontale stante, con braccia e gambe divaricate, mutila delle estremità degli arti. Non è indicato alcun elemento anatomico che ne possa identificare il genere, né alcun tratto del volto: solo la resa del velo sulla testa potrebbe connotarla come femminile.

BIANCHIN CITTON E., MALNATI L. 2001, Reperti bronzei protostorici dai fiumi veneti, in Cresci Marrone G., Tirelli M. (a cura di), Orizzonti del sacro. Culto e santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale, Atti del Convegno (Venezia 1999), Roma, pp. 201, 206, fig.10b.

La statuina rappresenta una devota stante con le braccia allargate in gesto di preghiera ed è un oggetto collegato in modo specifico agli ambiti rituali-votivi (stipi, santuari ecc.).

Si raffronta con un’ampia produzione di statuette a figura umana schematica e poco rifinita diffusa nel territorio padovano che però è realizzata normalmente in bronzo; l’utilizzo della terracotta è decisamente più raro nelle stipi venete e, in generale, nell’Italia settentrionale. Nei contesti votivi i devoti facevano la propria offerta alla divinità tramite la deposizione di bronzetti che li rappresentavano idealmente nelle figure di offerenti, guerrieri, cavalieri, donne, oppure nell’offerta di piccole riproduzioni di parti anatomiche del corpo per richiederne la guarigione, soprattutto nei luoghi dove la presenza dell’acqua era collegata allo svolgimento di riti salutiferi.

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