Ciottolo iscritto

N. inventario: IG 168523

Ciottolo ovoidale in porfido con segni incisi XIII.

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Teca Teca ciottoli
CollocazioneMuseo del fiume Bacchiglione, Castello di S. Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce (PD), sala XXX, vetrina XXX
DataV-IV secolo a.C. (seconda età del Ferro)
MaterialePorfido
MisureAltezza 11,5 cm - Larghezza 11,3 cm - Lunghezza 16 cm

Ciottolo in porfido di forma ovoidale leggermente schiacciata che reca sulla superficie quattro segni graffiti in sequenza: XIII, dove le tre I assumono da sinistra a destra un’altezza decrescente

BIANCHIN CITTON E., MALNATI L. 2001, Reperti bronzei protostorici dai fiumi veneti, in Cresci Marrone G., Tirelli M. (a cura di), Orizzonti del sacro. Culto e santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale, Atti del Convegno (Venezia 1999), Roma, p. 207.

I ciottoloni iscritti costituiscono una classe di oggetti ben rappresentata a Padova e territorio a partire dal V secolo a.C.: la disomogeneità dei contesti di rinvenimento (sia abitativi, urbani ed extraurbani, sia funerari) e il carattere delle iscrizioni, hanno portato ad ipotizzare una funzione di cenotafio, di segnacolo “in memoria di”. Le iscrizioni sono prevalentemente costituite da nomi propri e in pochi casi da sigle di poche lettere. Il ciottolo in questione risulta mediamente più piccolo e si inserisce con incertezza all’interno di quest’ultimo gruppo; purtroppo le modalità di rinvenimento senza precisa collocazione né contesto stratigrafico rendono più difficile una proposta funzionale
dell’oggetto ed un’interpretazione dei segni incisi. Non si esclude che esso potesse definire qualche limite confinario o designare una distanza viaria o, più in generale, un indicatore territoriale-amministrativo, alla pari dei numerosi segnacoli confinari, iscritti o anepigrafi, rinvenuti in aree marginali e limitrofe della città antica di Padova.

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