




| Teca |
Teca spade |
|---|---|
| Collocazione | Museo del fiume Bacchiglione, Castello di S. Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce (PD), sala XXX, vetrina XXX |
| Data | XIII-XII secolo a.C. (età del Bronzo Recente) |
| Materiale | Bronzo |
| Misure | Lunghezza 26,5 cm - Larghezza 3,9 cm |
Questa cuspide di lancia in bronzo è databile tra il XIII e il XII secolo a.C., nel periodo del Bronzo Recente. Proviene dal territorio di Cervarese Santa Croce ed è stata recuperata nel 1982 dal corso del fiume Bacchiglione, in località Trambacche. Oggi è conservata presso il Museo del fiume Bacchiglione, nel Castello di San Martino della Vaneza.
L’arma presenta un innesto a cannone, ovvero una parte cava destinata ad accogliere l’asta in legno. Poco al di sotto dell’attacco della lama è visibile un foro trasversale, utilizzato per fissare saldamente la cuspide al manico tramite un perno o un chiodo. Questa soluzione tecnica garantiva stabilità all’arma durante l’uso. La lama ha una forma lanceolata, allungata ed elegante, ed è attraversata da una costolatura centrale molto marcata, a sezione piano-convessa, che ne aumentava la robustezza e la capacità di penetrazione.
Nell’equipaggiamento del guerriero dell’età del Bronzo Recente, lance e giavellotti rivestivano un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista pratico sia nelle strategie di combattimento. Le cuspidi di dimensioni intermedie, come questo esemplare lungo circa ventisei centimetri, sono generalmente interpretate come appartenenti a lance vere e proprie. Queste armi erano utilizzate prevalentemente di punta nel combattimento ravvicinato tra fanti, spesso in alternativa alla spada, e dovevano quindi essere sufficientemente pesanti da garantire un buon impatto, ma al tempo stesso maneggevoli.
Dimensioni non eccessive, tuttavia, non escludono del tutto un possibile utilizzo anche come arma da getto, impiegata a distanze relativamente ravvicinate. I giavellotti, invece, erano solitamente più piccoli e leggeri e venivano concepiti specificamente per il lancio. Questa cuspide testimonia quindi la versatilità dell’armamento nel Bronzo Recente e l’importanza delle armi inastate nelle pratiche belliche di quel periodo, oltre a inserirsi nel più ampio quadro delle deposizioni di armi in contesti fluviali come quello del Bacchiglione.
Bianchin Citton E., Malnati L. 2001, Reperti bronzei protostorici dai fiumi veneti, in Cresci Marrone G., Tirelli M. (a cura di), Orizzonti del sacro. Culto e santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale, Atti del Convegno (Venezia 1999), Roma, pp. 201-202.
Nell’armamento del soldato dell’età del Bronzo Recente lance e giavellotti giocavano un ruolo importante nell’equipaggiamento bellico e quindi nelle tattiche di scontro.
Cuspidi di queste dimensioni (tra i 22 e i 35 cm circa) vengono di solito attribuite a lance, mentre quelle più piccole vanno orientativamente pensate per armare i giavellotti. La differenza sta nell’uso dell’arma durante il combattimento: la lancia veniva usata di punta nello scontro diretto tra singoli fanti, in alternativa alla spada, e doveva essere abbastanza pesante per avere forza d’impatto ma non troppo per essere anche maneggevole. Misure non troppo grandi, ad ogni modo, non escludono anche un loro uso come armi da getto, da distanze comunque ravvicinate. Il giavellotto invece, più piccolo e leggero, era utilizzato come arma da lancio.
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