Manici di situle

N. inventario: IG 164101

Due manici relativi ad altrettante situle o ad altri tipi di contenitori in metallo

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Teca Teca vasellame metallico
CollocazioneMuseo del fiume Bacchiglione, Castello di S. Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce (PD), sala XXX, vetrina XXX
DataIV-I secolo a.C. (seconda età del Ferro)
MaterialeFerro
MisureLarghezze 9 cm e 10 cm

Due manici in verga di ferro a sezione circolare con estremità assottigliate e ripiegate. Lo spessore di quello più grande rimane omogeneo mentre in quello più piccolo la parte centrale è ispessita

BIANCHIN CITTON E., MALNATI L. 2001, Reperti bronzei protostorici dai fiumi veneti, in Cresci Marrone G., Tirelli M. (a cura di), Orizzonti del sacro. Culto e santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale, Atti del Convegno (Venezia 1999), Roma, pp. 197-223.

Quasi tutti i recipienti in metallo (bronzo o ferro) erano dotati di manici, a parte alcune tipologie che non lo prevedevano (ad es. la situla tipo Prà d’Este ne era priva). Il vaso in metallo aveva un grande valore e veniva solitamente usato per contenere bevande alcoliche durante il simposio o nelle cerimonie. Alla fine della funzione domestica, a volte veniva sfruttato come ossuario per contenere le ossa combuste del defunto, di solito un personaggio aristocratico: in questi casi il manico e i relativi attacchi venivano staccati in modo che il vaso non fosse più utilizzabile. Così defunzionalizzato, il contenitore si identificava idealmente con il defunto: il termine dell’esistenza terrena della persona coincideva in questo modo anche con la fine del ciclo vitale del vaso.

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