Spada corta a base trapezoidale

N. inventario: IG 41629

Corta spada da punta a base trapezoidale espansa con tre fori, di cui uno conserva il ribattino.

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Teca Teca spade
CollocazioneMuseo del fiume Bacchiglione, Castello di S. Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce (PD), sala XXX, vetrina XXX
DataXV-XIV secolo a.C. (età del Bronzo Medio)
MaterialeBronzo
MisureLunghezza 22,2 cm - Larghezza 2,8 cm

Questa corta spada in bronzo proviene dal territorio di Cervarese Santa Croce ed è stata recuperata nel 1977 nel corso del fiume Bacchiglione, in località Trambacche, presso Creola, grazie a un intervento dei sommozzatori. Oggi è conservata presso il Museo del fiume Bacchiglione, nel Castello di San Martino della Vaneza, ed è databile tra il XV e il XIV secolo a.C., nel periodo del Bronzo Medio.

L’arma è di dimensioni contenute, con una lunghezza di poco superiore ai ventidue centimetri, e presenta una base trapezoidale espansa, caratterizzata da tre fori circolari. Uno di questi conserva ancora il ribattino metallico originale, elemento che permetteva di fissare saldamente la lama all’impugnatura, realizzata in materiale organico. La lama, nettamente distinta dalla base, ha una sezione romboidale ed è attraversata da una costolatura mediana molto accentuata, che ne garantiva robustezza ed efficacia. A partire dalla base, la lama si restringe progressivamente verso la punta, evidenziando una chiara funzione d’arma da affondo.

Dal punto di vista tipologico, questo reperto testimonia un’importante fase di evoluzione delle armi nell’età del Bronzo. Nei primi esemplari di spade e pugnali, la base della lama era solitamente di forma circolare o rettilinea; nel corso del Bronzo Medio, invece, si afferma progressivamente la base trapezoidale, come in questo caso, accompagnata da un numero crescente di fori per il fissaggio dell’impugnatura, generalmente da due a quattro.

Parallelamente, si sviluppano nuove soluzioni per il manico: accanto alle impugnature realizzate interamente in materiale organico compaiono quelle con lingua da presa in metallo, tipiche di alcuni tipi come Sauerbrunn e Cetona, fino ad arrivare alle impugnature a manico pieno. Questa corta spada rappresenta dunque un passaggio significativo nell’evoluzione tecnologica delle armi bronzee, oltre a essere una preziosa testimonianza delle pratiche di deposizione in ambiente fluviale, frequenti lungo il Bacchiglione durante l’età del Bronzo.

Bianchin Citton E., Malnati 2001, Reperti bronzei protostorici dai fiumi veneti, in Cresci Marrone G., Tirelli M. (a cura di), Orizzonti del sacro. Culto e santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale, Atti del Convegno (Venezia 1999), Roma, pp. 201-202.

La base della lama nelle spade presenta uno sviluppo funzionale nel corso dell’età del Bronzo: se nei primi esemplari di spade o pugnali la base era di forma circolare o rettilinea, nel corso del Bronzo Medio passò alla forma trapezoidale, come nell’esemplare in questione, con un numero di fori per l’impugnatura da 2 a 4. Comparvero anche le impugnature con lingua da presa in metallo (come nel tipo Sauerbrunn e Cetona) e poi quelle a manico pieno.

Provincia di Padova