Spada tipo Sauerbrunn

N. inventario: IG 77963

Spada a base semplice di tipo Sauerbrunn fratturata presso la base con lama decorata da due fasci di costolature speculari che si riuniscono sulla costolatura centrale.

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Teca Teca spade
CollocazioneMuseo del fiume Bacchiglione, Castello di S. Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce (PD), sala XXX, vetrina XXX
DataXVI-XV secolo a.C. (età del Bronzo Medio)
MaterialeBronzo
MisureLunghezza 55 cm - Larghezza 4,9 cm

Questa spada in bronzo appartiene al tipo Sauerbrunn ed è databile tra il XVI e il XV secolo a.C., nel pieno dell’età del Bronzo Medio. Proviene dal territorio di Cervarese Santa Croce ed è stata recuperata nel 1988 lungo il corso del fiume Bacchiglione. Oggi è conservata presso il Museo del fiume Bacchiglione, nel Castello di San Martino della Vaneza.

L’arma si presenta mutila della base, ovvero della parte che metteva in collegamento la lama con l’impugnatura, realizzata originariamente in materiale organico. Questa zona, oggi mancante, doveva essere decorata con il tipico motivo a due volute arrotolate verso l’interno, caratteristico delle spade di questo tipo e spesso interpretato come una rappresentazione simbolica di occhi. Nonostante la frattura, la lama si conserva in buona parte ed è lunga circa cinquantacinque centimetri.

La lama è caratterizzata da una costolatura centrale molto accentuata, a sezione triangolare, che garantiva solidità e resistenza all’arma. Ai lati di questa nervatura corre una raffinata decorazione incisa a bulino: due fasci speculari composti ciascuno da tre linee parallele che convergono progressivamente fino a riunirsi lungo la costolatura mediana. Lungo i margini della lama sono visibili anche sottili fenditure, probabilmente dovute sia all’uso sia ai processi di deposizione e conservazione nel tempo.

Le spade del tipo Sauerbrunn, talvolta indicate anche come Sauerbrunn-Boiu, sono considerate reperti particolarmente significativi per comprendere le relazioni a lunga distanza attive durante l’età del Bronzo. La loro diffusione copre un’area geografica molto ampia: dalla Pianura Padana e dall’Italia nord-orientale fino all’Europa centro-orientale, comprendendo regioni come Austria, Slovenia e Croazia, e spingendosi verso nord fino alla Germania e alla Polonia, e verso est fino a Slovacchia, Ungheria e Romania.

Queste armi compaiono sia in contesti funerari, deposte nelle tombe di guerrieri dell’età del Bronzo, come nel caso dell’Olmo di Nogara, sia in contesti votivi fluviali e lacustri. In questi ultimi casi, le spade venivano offerte alle acque come doni rituali, probabilmente legati a credenze religiose e simboliche. Anche questo esemplare, rinvenuto lungo il Bacchiglione, testimonia il ruolo centrale dei corsi d’acqua come luoghi di culto e di offerta, oltre che come vie di comunicazione e di scambio nel mondo dell’età del Bronzo.

BIANCHIN CITTON E., MALNATI 2001, Reperti bronzei protostorici dai fiumi veneti, in Cresci Marrone G., Tirelli M. (a cura di), Orizzonti del sacro. Culto e santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale, Atti del Convegno (Venezia 1999), Roma, pp. 201-202.

Le spade del tipo Sauebrunn-Boiu sono una categoria di bronzi particolarmente diagnostiche delle relazioni a lunga distanza che si erano stabilite tra il Veneto occidentale e l’Europa centro-orientale nelle prime fasi del Bronzo Antico e che appaiono ancora più evidenti nel Bronzo Medio: risultano infatti diffuse in un’ampia area geografica che comprende la Pianura Padana e l’Italia nord-orientale fino ad arrivare verso nord in Germania e Polonia e verso est in Slovacchia, Ungheria e Romania comprendendo Austria, Slovenia e Croazia. Si trovano sia in contesti votivi fluviali e lacustri come doni alle acque sia in ambito di necropoli, sepolte nelle tombe dei guerrieri dell’età del Bronzo (come ad esempio all’Olmo di Nogara).

Provincia di Padova